MOSAICO

Category
Nuove Produzioni Adulti

Coreografia e interpretazione Alba Maestrelli
Musiche Andrea Alessi
Produzione Compagnia degli Istanti/Compagnia Simona Bucci
Con il sostegno di MIC dip. spettacolo dal vivo; Regione Toscana

 

Il Mosaico è composto da quattro personaggi. Il primo è il mosaico stesso, che si risveglia da un profondo sonno per rinascere nel presente. Si muove con difficoltà a causa del suo corpo ricoperto di mattonelle e sbadiglia con tutto il corpo, dopo un lungo riposo, per poi alzarsi in piedi. Le mani tra i capelli che si schiudono simboleggiano un bocciolo in fiore, la primavera e il ritorno alla vita.

Proseguendo, il mosaico si trasforma in Dioniso, o Bacco. Originariamente, fu un dio arcaico della vegetazione, legato alla linfa vitale che scorre nelle piante. Successivamente, fu identificato come dio dell’estasi, del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi.

Poiché il mosaico, insieme a Dioniso, rinasce nel presente o in un futuro indefinito, è stato concepito come lo hanno immaginato alcuni celebri scultori e pittori, tra cui Michelangelo Buonarroti e Caravaggio. In particolare, è stata esaltata la figura del Bacchino malato di Caravaggio.

Il personaggio successivo è Sileno, il guardiano di Dioniso. Esso corrisponde al vecchio dio rustico della vinificazione e dell’ubriachezza, antecedente a Dioniso.  Dall’aspetto di un anziano calvo, corpulento e peloso, era spesso raffigurato con attributi animaleschi.  Era lo spirito della danza durante la spremitura dell’uva sul torchio,  e il suo nome deriva dalle parole seîô (“muoversi avanti e indietro “) e lênos (“il trogolo del vino”).

L’ultima figura è il Re della Frigia, Mida. Secondo la versione narrata da Ovidio nelle Metamorfosi, il re chiese a Dioniso il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava come compenso per aver ritrovato il suo vecchio maestro Sileno. Inoltre,  re Mida fu successivamente punito da Apollo, perché non lo aveva nominato vincitore in una gara musicale contro Marsia(o Pan).  Per punirlo, al re spuntarono un paio di orecchie d’asino.

L’assolo si conclude con questo personaggio che esce di scena, ballando nella sua solitudine.